La Confartigianato di Mestre ha effettuato una ricerca sui principali settori economici. Da essa è emerso che i prestiti concessi alle imprese dalle banche sono in forte calo. I reparti più colpiti sono quello tessile, calzaturiero e dell’abbigliamento. Solo nel settore delle macchine agricole, industriali e aziende chimiche si registra una crescita.
Da quanto rileviamo, possiamo dedurre che i beni considerati secondari, stanno subendo un forte arresto anche nelle vendite mentre per quanto riguarda i prodotti agricoli, quindi beni primari, le vendite sono rimaste invariate. In questo modo il settore agricolo sta subendo dei forti incrementi anche grazie all’ampliamento del mercato a discapito di settori, che producono beni, considerati dalle famiglie, oggetti non necessari.
Il tutto però è stato generato dal clima di grande incertezza economica e del crescente tasso di disoccupazione. Questi ultimi fattori influiscono negativamente sull’andamento economico e la famiglia, intesa come entità economica all’interno di un circuito, ne risente fortemente.
Se le aziende hanno limitato la domanda di prestiti, vuol dire anche che la produzione è statica e certo non in crescita, senza nessun progetto di ampliamento. I prestiti sono un importante indicatore e in questo periodo ci indicano le serie difficoltà in cui si trova l’Italia.