L’Abi, associazione bancaria italiana, incoraggia a sperare in un futuro migliore. Nei due anni successivi al 2010 l’economia dovrebbe iniziare a mostrare i primi segni di crescita. Il tutto può essere rilevato con certezza da un indicatore importante, la crescita dei prestiti erogati sia alle famiglie sia alle imprese.
Quando una famiglia chiede ad un istituto un prestito lo fa con la convinzione di voler investire quel denaro, l’investimento, in economia è sintomo di ripresa e speranza che quell’investimento possa portare a cospicui guadagni nel futuro. Un altro segnale di non dimenticare è che se le banche forniscono prestiti hanno una fiducia diversa nei consumatori che potranno far fronte al pagamento del prestito corrisposto. Durante il momento di crisi furono in primis le banche a dire no ai prestiti perché le condizioni generali economiche no predisponevano ad una situazione per la quale sia i privati sia le imprese non sarebbero poi riuscite a restituire la somma ricevuta in prestito maggiorata degli interessi.
Un trend positivo che deve far bene sperare perché era stato sottolineato più volte dal ministro dell’economia che il nostro paese seppur lentamente, si sarebbe rialzato. La disoccupazione è uno dei fattori che ancora paralizza il circuito e che urge una soluzione affinché l’Italia possa davvero tornare ad essere il bel paese che ogni straniero sogna.
Segnali di ripresa nel settore prestiti
L’Abi, associazione bancaria italiana, incoraggia a sperare in un futuro migliore. Nei due anni successivi al 2010 l’economia dovrebbe iniziare a mostrare i primi segni di crescita. Il tutto può essere rilevato con certezza da un indicatore importante, la crescita dei prestiti erogati sia alle famiglie sia alle imprese.
Quando una famiglia chiede ad un istituto un prestito lo fa con la convinzione di voler investire quel denaro, l’investimento, in economia è sintomo di ripresa e speranza che quell’investimento possa portare a cospicui guadagni nel futuro. Un altro segnale di non dimenticare è che se le banche forniscono prestiti hanno una fiducia diversa nei consumatori che potranno far fronte al pagamento del prestito corrisposto. Durante il momento di crisi furono in primis le banche a dire no ai prestiti perché le condizioni generali economiche no predisponevano ad una situazione per la quale sia i privati sia le imprese non sarebbero poi riuscite a restituire la somma ricevuta in prestito maggiorata degli interessi.
Un trend positivo che deve far bene sperare perché era stato sottolineato più volte dal ministro dell’economia che il nostro paese seppur lentamente, si sarebbe rialzato. La disoccupazione è uno dei fattori che ancora paralizza il circuito e che urge una soluzione affinché l’Italia possa davvero tornare ad essere il bel paese che ogni straniero sogna.